splitit magazine
Dal diario di bordo: 5 amici, un regalo da fare e Ustica tutta da scoprire
di Diana Pettinato il 01/02/2016

Quando ero piccola andava di moda una famosa serie di libri intitolata “Quattro amiche e un paio di jeans”, che mi ricorda il titolo che mi ero permessa di dare alla situazione in cui io e i miei compari Alice, Giulio e Marco, ci siamo trovati a Maggio dell’anno scorso: “Quattro amici e un regalo da fare”.
E il regalo da fare, naturalmente, era per la quinta amica, Carla.
L’occasione? Il suo 25° compleanno. Una tappa importante, perché, come direbbe Marilyn Monroe in “A qualcuno piace caldo”, « è un quarto di secolo, ti dà da pensare! ».
Considerato che gli anni di amicizia tra noi già allora erano più di 10, in un attimo ci siamo resi drammaticamente conto di avere praticamente esaurito tutte le idee regalo possibili. Ed è stato così che ci è venuta un’idea geniale, che avrebbe risolto, allo stesso tempo, il problema del regalo di compleanno e quello di cosa fare tutti insieme durante l’estate: abbiamo quindi deciso di regalarle un viaggio.
Però si sa, i problemi sono come le ciliegie: uno tira l’altro. Come fanno cinque persone geolocalizzate in tre città diverse ad organizzare un viaggio?
Ci è quindi venuto in mente di rivolgerci a Splitit, sfruttando il servizio offerto non tanto per organizzare una vera e propria lista regalo, quanto come “barattolo digitale” per gestire la nostra raccolta quote.
Abbiamo quindi stabilito la cifra da destinare al viaggio, abbiamo versato tutto il malloppo su Splitit e siamo così riusciti a gestire da lì tutti i pagamenti: treno, traghetto, albergo.
Destinazione? Ustica!

Day 1

Siamo partiti la mattina del 19 Agosto con il treno delle 07.37, che in poco meno di tre ore ci ha portati da Catania alla stazione centrale di Palermo. Da lì, correndo alla disperata, siamo arrivati al porto per prendere il traghetto che, dopo altre tre ore e una decina di partite a briscola, ci ha fatti arrivare a Ustica.

In 6 ore saremmo potuti arrivare a Mosca, ma in quel momento, con i nostri occhiali da sole specchiati, la borsa mare piena di costumi e l’odore di mare che ci riempiva i polmoni, non ce ne fregava granché del tempo che passava.
Dal porto all’albergo grazie ad un servizio di trasporto che descriverei come losco e pittoresco insieme, gestito dal signor Filippo e dal figlio Giuseppe, che, per 1,50 € a cucuzza, vi portano da un lato all’altro dell’isola con il loro furgoncino dall’aria non troppo rassicurante.
La scelta dell’albergo è ricaduta sul Villaggio Punta Spalmatore, comodo per esplorare alcune calette non raggiungibili via mare, ma non tanto per fare tutto il resto, per cui bisogna tornare dalla parte opposta dell’isola.
Risulta tutto più chiaro riferendosi alla cartina: noi eravamo nella parte sinistra dell’isola, in modo da poter visitare comodamente la parte di costa che rientra nella zona A (zona in cui è impedita la navigazione perché riserva naturale) mentre la vita mondana (per così dire, non vi aspettate che Ustica sia una seconda Panarea) si trova nella parte destra dell’isola, a ridosso del porto.

Il primo pomeriggio è passato quindi facendo un giro di perlustrazione nel villaggio e nei dintorni e facendo il bagno in piscina con vista tramonto sul mare, arancione come lo spritz che buttavamo giù insieme a tutti i brutti pensieri (frase da romanzetto rosa, ma è proprio la verità).

Via col signor Filippo fino al porto per cena “Da Angelo” a base di spaghetti ai frutti di mare e vista mozzafiato.

Caffè, ammazzacaffè, cinque, dieci limoncelli insieme, si torna in albergo e si resta a chiacchierare nel terrazzino della nostra stanza.

Day 2

Svegli e carichi per la missione del giorno: il giro in gommone.
Colazione, costume e si torna al porto, dove per 110 € abbiamo affittato un gommone per 6 persone per l’intera giornata.
Cartina di Ustica alla mano e si parte alla volta delle calette in cui fare un tuffo dove l’acqua è più blu. Guidatori designati: io e Giulio.

Dopo una leggerissima incertezza iniziale, cominciamo il giro e ci fermiamo alla Grotta Azzurra, alla Grotta delle Barche, alla Grotta del Tuono e infine alla Piscina Naturale per foto subacque e pausa pranzo a base di panini.

Si riparte e ci dirigiamo verso lo Scoglio del Medico, circumnavigando la zona A, per arrivare poi al Passo della Madonna, ai Faraglioni, alla Grotta dell’Oro e a Punta Falconiera. Tornati al porto, restituiamo il gommone e, così come piace a me, con i capelli salati, i vestiti umidi e le ciabattine decidiamo di concederci direttamente un aperitivo al "Carpe Diem" (detto fatto). Altro spritz, ma nuova barchetta trash con focaccine, salumi e olive.

Credo sia chiaro che l’accessorio fondamentale di ogni viaggio tra amici è il bastone per il selfie imbarazzanti.
La serata si conclude con docce infinte e chiacchiere davanti birre e biscotti al cioccolato acquistati al supermercato per i momenti di fame notturna.

Day 3

Ci muniamo nuovamente di maschera e pinne e andiamo a scoprire i fondali della zona di riserva naturale, a cui si arriva direttamente dal nostro albergo.
Il panorama è questo, i colori potete immaginarli, gli odori sognarli.

Pesci colorati, ustioni e risate non mancano, si torna in albergo per una doccia veloce, un aperitivo a bordo piscina (composto da qualche patatina e qualche arachide reperita al bar)

e via per cenone finale da "Rosso di Sera", posto che consiglio a chiunque passi per Ustica (e consiglio anche le polpettine in agrodolce).
Terminiamo così serata e viaggio con una torta di mezzanotte improvvisata con una crepe per festeggiare il compleanno di Alice.

Altro compleanno, altro regalo!
E voi perché non provate ad affidarvi a Splitit per i vostri regali di compleanno, di laurea o per la lista nozze? Venite a scoprirne di più.

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Autore
Catanese di nascita e di spirito, abita attualmente a Milano. (Quasi) medico per vocazione, nel tempo libero si diverte a preparare dolci e a scattare foto, pubblicandole dopo su Instagram. Ha un'insana passione per le torte di mele, i cappelli, le tazze, il Natale e i viaggi. Ama leggere, andare alle mostre e guardare i film (anche se alla fine guarda sempre gli stessi). Punti fermi: la sua famiglia, i suoi amici e la voglia di sorridere sempre. Sogni nel cassetto: studiare a Parigi e aver un cane di nome Paul Anka.
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